fotopo-79x111La situazione degli ultimi 5 anni dei mercati finanziari e dello sviluppo tecnologico ha messo in moto un cambiamento sul mercato degli investimenti, che vede una profonda evoluzione delle Banche. Due sono i principali drivers del cambiamento:

A) riduzione dei margini sui servizi e sui prodotti tradizionali, in primis i margini da intermediazione creditizia e la riduzione dei costi legati al conto corrente. La diminuzione degli utili inevitabilmente comporta la necessità di ridurre i costi per mantenere una redditività accettabile;
B) la rivoluzione tecnologica cui stiamo assistendo negli ultimi anni con l’introduzione e la rapidissima espansione della tecnologia mobile ha di fatto consentito il sorpasso dei clienti sulle proprie banche dal punto di vista della dotazione tecnologica. Le banche sono impegnate in uno sforzo di adeguamento della propria infrastruttura per colmare il gap.
Come in un domino i due drivers descritti provocheranno vari effetti e porteranno ad una banca del futuro che si discosterà molto da quella che conosciamo:
1) ci sarà un profondo ripensamento della filiale del futuro. Le filiali delle Banche caleranno drasticamente di numero; infatti, già oggi, le banche stimano chiusure per circa 1/3 delle filiali esistenti con conseguente riduzione del personale (in Italia si parla ad oggi di 16.000 esuberi).La filiale del futuro sarà costituita da hub bancari con personale dipendente a disposizione della clientela, affiancati da sportelli automatizzati con i quali sarà possibile interagire in modalità video touch ed avatar, che riconosceranno il cliente non attraverso le carte magnetiche ma con sistemi biometrici;
2) ci sarà una forte crescita del canale mobile; il web già oggi vede ridurre il proprio utilizzo a favore del canale mobile – attraverso vari devices tra cui smarthphone e tablets – più semplice nella usability e sempre “in tasca”. Esistono già casi di banche che hanno come punto di accesso solo il mobile ed hanno abolito il loro sito internet;
3) ci sarà una forte e sempre più specializzata espansione del “know your client”: grazie ai “big data” sarà possibile davvero conoscere il proprio cliente approvvigionandosi tramite i vari social network per scoprire le vere attitudini all’acquisto e le caratteristiche consumers dei clienti delle Banche. Inoltre l’approccio istituzionale verso il cliente del tema KYC sarà sempre più orientato alla finanza comportamentale, che nel frattempo si è affermata come una vera e propria scienza;
4) sempre più importante sarà l’automatizzazione dei processi di consulenza; la conoscenza più approfondita del cliente consente di elaborare in modo automatizzato processi “one to one” di advisory per il cliente; periodicamente gli investimenti verranno comunicati al cliente sul suo tablet e lui potrà accettare o meno con un click;
5) si andrà verso l’eliminazione delle carte di pagamento: i cellulari saranno in grado di regolare gli scambi, sarà sufficiente avvicinare i dispositivi per pagare la spesa o i servizi; ormai la tecnologia NCF è una realtà, si stima che in Italia nel 2015 potrebbero esserci tra i 20 e i 25 milioni di smartphone dotati di questa tecnologia, mentre Gartner stima che, a livello mondiale, già quest’anno verrà raggiunto un giro d’affari di 171,6 miliardi di dollari, in crescita del 62% sul 2011, con oltre 212 milioni di utenti, contro i 160,5 milioni dello scorso anno.
La maggior parte delle transazioni – tutte online – saranno attraverso smarthphone, tablet e i social media (Facebook ed altri si stanno attrezzando con un bottone “Buy” per offrire vari prodotti ai propri clienti). Nei negozi, nei centri commerciali pagheremo tramite la scansione delle mani o delle impronte biometriche.
Non assisteremo più alla circolazione del denaro come la intendiamo oggi, il denaro diventerà completamente virtuale, nessuno avrà più tra le mani una moneta oppure una banconota. Per i piccoli pagamenti ovvero per l’argent de poche avremo una chiavetta USB ricaricabile con 50 euro o poco più, che ci permetterà di pagare il caffè al bar e le piccole spese.
Le banche più intraprendenti trasformeranno la user experience dei loro clienti attraverso l’adozione di un e-wallet. Che si tratti di mobile banking, pagamenti peer to peer, social lending o e-couponing, il nostro modo di gestire il denaro cambierà radicalmente. Per tenere il passo con questi cambiamenti, le banche devono essere in grado di gestire avanzati dispositivi mobili, reti, social media e di integrare i diversi canali per soddisfare le esigenze del consumatore moderno, in modo sicuro.
I servizi di pagamento mobile sono in prima linea in questo e ci aiutano a definire le nuove frontiere del digital banking. Per questo motivo, varie società innovative tra cui NTT DATA stanno sviluppando soluzioni all’avanguardia per aiutare le banche retail a gestire la trasformazione da online a digital banking. In particolare, ci sono piattaforme in grado di supportare le banche, le assicurazioni e le aziende in tutto il ciclo di vita del pagamento, con soluzioni efficienti da un punto di vista dei costi e del tempo, grazie a specifici moduli indipendenti dalla infrastruttura esistente;
6) si avrà una grande estensione dei servizi offerti; la Banca diventerà un portale dal quale accedere sicuramente a servizi bancari ma non solo, il cliente avrà accesso a soluzioni assicurative e di welfare oppure a servizi meno attinenti a quelli finanziari quali pacchetti viaggi, acquisti welness, libri ecc. Insomma la Banca del futuro diventerà come una “Amazon” che ha – come obiettivo – il soddisfare le varie esigenze del cliente all’interno del proprio portale.
Le banche saranno sempre più presenti sui social, sia per la presentazione di nuovi prodotti che per la creazione di social community destinate a testare i nuovi prodotti finanziari e alla loro diffusione.
Insomma, la Banca del futuro diventerà inevitabilmente il principale e più sicuro portale di accesso a tutti i servizi professionali e non, che potranno facilitare la nostra vita e il nostro lavoro, sempre online h24, sempre a nostra disposizione!