Sara-Zaltron“Conosci il nemico, conosci te stesso, mai sarà in dubbio il risultato di 100 battaglie”, da “L’arte della guerra” (Sun Tzu)

…ma non stiamo parlando di finanza comportamentale? Esiste forse un qualche nesso? Cercherò di avvicinarvi a questa mia convinzione.
L’arte della guerra, che sicuramente molti di voi conoscono, è un trattato di strategia militare attribuito al  Generale Sun Tzu, vissuto in Cina attorno al VI o V sec. a.C.. Non vorrei cimentarmi, in queste poche righe, con un’analisi approfondita nè della prima parte del trattato, che riporta aspetti astratti e filosofici contestualizzati dal Generale, nè della seconda, entrando nello specifico contenuto dei singoli capitoli.
Mi piacerebbe piuttosto considerare il libro come un antesignano di teorie e tecniche matematiche attinenti alla ricerca operativa ed affini alla moderna teoria dei giochi.
La ricerca operativa, nata in ambito militare attorno agli anni ’30 del secolo scorso, si occupa ora dello sviluppo e dell’applicazione di metodi quantitativi per la soluzione di problemi di decisione, che si presentano nella gestione di imprese e organizzazioni.
La teoria dei giochi è anch’essa una scienza matematica, che fornisce un’analisi delle decisioni individuali in situazioni di interazione tra antagonisti e ne studia le reciproche influenze sui risultati ottenibili, in un meccanismo di retroazione.
E quindi?
Se consideriamo che il comportamento è il modo di agire (o reagire) di un soggetto messo in relazione con altri esseri, oggetti, eventi o semplicemente con l’ambiente, viene abbastanza spontaneo pensare che si tratta dell’esternalizzazione di un atteggiamento, il quale è figlio di una convinzione, o più semplicemente di un’idea: idea, ma anche necessità, bisogno.
Ecco quindi che il comportamento può essere oggetto di studio ed analisi per giungere all’interpretazione dei bisogni di un singolo, che portino all’identificazione delle possibili risposte agli stessi.
Un sottoinsieme di questi bisogni può essere riferito alla sfera del denaro e quindi alla finanza.
Se poi inseriamo il tutto in un modello matematico con una struttura e delle regole di relazione, il gioco è fatto: abbiamo creato un modello di analisi e gestione di tematiche riferite alla finanza comportamentale, che ci può aiutare a conoscere in maniera strutturata il nostro interlocutore.
Oltre quindi ad un’esigenza meramente regolamentare, l’”obbligo” di conoscenza del cliente in ambito bancario, attuato tramite l’applicazione di tecniche di finanza comportamentale, porta con sè un percepibile, quanto indiscutibile, vantaggio competitivo:  come dice Sun Tzu, l’esito dell’incontro è certo!
La scelta conseguente di un prodotto che riesca ad incorporare raffinate tecniche quantitative, rendendo l’ostico della matematica un fattore di robustezza, a tematiche di facile utilizzo ed interpretazione dei bisogni della clientela, risulta necessaria, oltre che auspicata; se “l’ingrediente segreto” poi è un sistema di analisi e gestione delle informazioni, organizzato all’interno di un modello, e poi di un sistema, solido, coerente, scalabile ed esaustivo, all’avanguardia nel catturare le evoluzioni non solo normative ma soprattutto dell’ambiente, che tanto influisce sul comportamento dei singoli, la scommessa con Sun Tzu è da ritenersi vinta.
E la mia con voi?